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Cervo – prima del concerto

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Cervo – prima del concerto

Una persona come me, leggendo il manifesto del Festival della musica da camera di Cervo, potrebbe scoraggiarsi un po’.
Ascolto di tutto, ma pensare ad un’intera serata con Puccini (il Puccini minore ci tengo a precisare), mi pareva troppo.
Ovviamente sbagliavo.
cervo Prima di cominciare, va detto che Cervo, per quei tre o quattro che ancora non lo conoscessero, è un paesino ligure, arrampicato su un pezzo di collina a strapiombo sul mare, ed è da sempre il posto dei marinai. Se a pescar coralli, pesci, o più recentemente sulle navi da crociera, poco importa, ciò che conta è sapere che la storia di questo luogo, e delle persone che lo abitano, sia una storia di sacrifici e privazioni.
E lo si può capire già a guardar le vecchie case,  appiccicate le une alle altre, perché anche lo spazio, da queste parti, è un lusso.
la chiesa dei coralliniMa il piccolo pezzo di mondo, dove le macchine non passano e a piedi ti tocca comunque far le scale, nasconde un tesoro, che poi nascosto non è, la terrazza sull’infinito a cui tutte le strade conducono: la piazza dei Corallini, ovvero l’anfiteatro naturale in cui si svolgono i concerti del Festival.

cervoCapirete subito che arrivare qui, in estate, verso le sette di sera, dopo le coincidenze, le prenotazioni, le trappole e gli scorni (cit.) del giorno, nell’ora in cui tutto improvvisamente è pace, valga da solo il prezzo del biglietto.
vacanzeliguria_cervo_festival_012M’affaccio sulla piazza ancora vuota, ma piena delle cose che mi aspettavo di incrociare prima di un concerto, scivolo lungo la scalinata, manco fossi Wanda Osiris, dilettandomi con i commenti dei turisti inglesi che si sdilinquano in oh what a wonderful place, riempiendomi d’orgoglio.
Mentre i colori perdono la gradatamente la loro essenza primaria, guadagnandone in spirito e libertà.

scale a cervo
cervo la chiesa dei corallini

Cervo la piazzaMangio qualcosa seduta su un muretto, il traslocatore di pianoforti delicatamente accompagna lo Steinway sul palco.
Gorgheggia la soprano dietro alla finestra aperta. Vicino a me il violinista, al telefono con la moglie, decide che sabato sera mangeranno la carbonara, un bambino guarda il mare, sua madre guarda lui.
I nostri piccoli segreti.
cervo il festival

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cervo il festivalI tramonti, incuranti, continuano a tramontare, e io mi ritrovo sulle scale del sagrato, dove siedono gli appassionati, ma anche quelli come me.
Osserviamo dall’alto i musicisti, che, incrociando note, ci regalano inattesi attimi di felicità.
Chiudo gli occhi e vado via, pur sapendo che sarà impossibile immaginarmi in un posto più bello.

 cervo
tramonto cervo
i musicistiLa notte ad agosto riesce sempre a sorprendermi.
L’attesa è finita, la piazza è piena e i concertisti in fila si inchinano davanti al loro pubblico, l’applauso eccitato spezza l’incantesimo, non ci resta che prenderne atto.
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tramonto cervoIncrocio lo sguardo di alcuni che silenziosi seguono la melodia, il pianoforte entra sugli archi, una musica struggente, che non avevo sentito mai, adesso mi appartiene.
Le stelle ci stanno a guardare da un punto irraggiungibile, ogni cosa è illuminata, ma qualcosa è cambiato, lo sento, lo so, è finito il piacere dell’attesa.
Così chiudo un’altra volta gli occhi, ora so dove andare.

Cervo – Prima del concerto
Cervo – Imperia

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Testi e fotografie: paola faravelli

Qui tutte le informazioni per il Festival

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  1. nino says:

    semplicemente stupendo non ho parole

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