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Golfo dianese – lassù sulla montagna

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Golfo dianese – lassù sulla montagna

E poi una domenica ti viene in mente un po’ all’improvviso, che passeggiare ti è sempre piaciuto, che la spiaggia è certamente un’ottima alternativa, ma in montagna anche di più.
Nessun problema, perché ad un quarto d’ora di macchina noi abbiamo il Pizzo d’Evigno (tipo 1.000 metri!).
Ed è questo il  giro che vi propongo oggi,  inizia a dieci chilometri dal mare (e fin lì vi consiglierei di arrivarci in macchina), e si presenta come una comoda strada sterrata, senza grandi dislivelli, perfetta per una gita con i bimbi e il cane.

Sul mare il tempo era favoloso, in collina meno. Qualche nuvola si presenta già lungo la salita, ma dopotutto il fascino della montagna è anche questo.

Mentre pochi chilometri più giù, sembra che esistano solo due stagioni: l’estate e quell’altra.
Sulle colline l’inverno si fa vedere, ancora prima che sentire.
Gli alberi sono spogli, e i colori, prigionieri di un altro tempo, oggi lasciano il passo alle declinazioni del blu.

Qualche raggio di sole trafigge le nuvole, ma son trucchi da prestigiatore, illusioni lungo la via, non importa, ché il cielo, pur se grigio, resta un ottimo compagno di viaggio.




Un tipo è salito fin qui in bicicletta, nella zona ci sono tanti sentieri di cross country e free ride.
– Buongiorno! Saluto io cordiale.
Lui invece mi guarda con la seguente espressione: ma che ci fa una con la macchina fotografica in questo pezzo di mondo deserto e silenzioso?
Tempo di pensarlo ed è già oltre. Sì, ma un sorrisino almeno…Sento degli spari in lontananza, è stagione di caccia questa, ma sul sentiero, mi assicurano, nessun pericolo. Che detto da gente che ogni tanto si impallina….
Comunque nemmeno il rischio di esser scambiata per un cinghiale (non dovevo mangiare così tanto durante le feste) mi scoraggia. Proseguo nel mio cammino.
Ed è così che incappo in una mandria di mucche.So che c’è gente che ha paura di loro, in effetti sono grosse, però vi assicuro che se mi fosse scappato un colpo di tosse, le avrebbero trovate dopo tre giorni a valle. Questa fotografia l’ho scattata  restando immobile per qualche minuto, forse avevano iniziato a credere che fossi una di loro (non dovevo mangiare così tanto durante le feste).Vorrei arrivare alla mia meta, però la cima è irraggiungibile oggi, la nuvole basse mi nascondono la strada e tutto intorno si fa ipotetico.Sarà capitato anche a voi di perdere di vista un obiettivo scientificamente prefissato.
Beh, io ho capito che l’importante è non scoraggiarsi mai, perché anche la nebbia più fitta non può durare all’infinito, e una volta diradata, tutto ciò che conta è farsi trovare pronti.
Son di nuovo ottimista, guardo l’ora, se torno adesso son perfetta per la merenda.
Tisana calda con fetta di torta al cioccolato: sì, lo so, penso sempre a mangiare…

 

Golfo dianese – lassù sulla montagna
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Testi e fotografie: paola di montagna faravelli
 

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