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Imperia – La mirabolante storia di villa Bianca detta Grock

8 commenti
Imperia – La mirabolante storia di villa Bianca detta Grock

Se voi abitaste nella zona di Imperia, come me, conoscereste perfettamente Villa Grock; beh, perfettamente è una parola grossa, perché nella migliore delle ipotesi l’avreste vista da fuori, di passaggio, e anche un po’ per caso, visto che si trova nella zona residenziale di Oneglia chiamata le Cascine, e a meno che tu non ci viva, se ti trovi lì, facilmente avrai  sbagliato strada.
Ciò nonostante Villa Grock qui la conoscono tutti, anche se i cancelli sono stati riaperti solo nel gennaio del 2010. Ecco la storia.
Questa struttura ha un aspetto inquietante (ma questa è la mia versione della realtà), perché a tutti gli effetti si tratta di una villa in stile liberty con richiami gotici e un certo numero di licenze poetiche volute dal suo costruttore, il clown  svizzero (di fama mondiale) Charles Adrien Wettach  meglio conosciuto come Grock.


Grock  sposò una donna di Garessio, Ines Ospiri, e scoprì Imperia nel 1921,  quando venne a trovare i suoceri che si trovavano qui in villeggiatura. Se ne innamorò immediatamente, tanto che nel 1927,  iniziò i lavori di costruzione su un terreno acquistato nella zona collinare della città. Il risultato fu questa particolarissima casa che, nelle intenzioni dell’artista, sarebbe stata la sua dimora estiva.
La chiamò Bianca, non in onore della figlia adottiva (come molti pensano), bensì per mantenere il nome originario del villino già presente sul terreno all’epoca del suo acquisto.
Fu qui che morì all’età di 79 anni nel 1959.


Vi ho già svelato la fine della storia senza nemmeno raccontarvi qualcosa del signor Grock, perché l’ho chiamato clown, e voi d’istinto avrete immaginato un tizio con delle gigantesche scarpe, la faccia dipinta di bianco e una grande bocca rossa colorata in un eterno sorriso triste.

Grock invece era molto di più, anzi, era proprio un’altra cosa. Esordì nel 1894 nel circo di Fiame Wetzel in coppia con un altro clown, ma in breve tempo si manifestò per quel che in realtà era, un artista globale, se vi piacciono le definizioni, forse addirittura un genio.
Parlava infatti diverse lingue, suonava una decina di strumenti musicali, quattordici per l’esattezza, anche se il suo preferito era il violino, che sapeva anche costruire. Ebbe la consacrazione nel 1919 quando all’Olympia di Pargi venne consacrato “Re dei clown” .


Negli anni in cui la televisione non esisteva, la fama si acquisiva nei teatri, e Grock era apprezzato in tutto il mondo, dalla gente comune e dai capi di stato, che lui divertiva si chiamassero Churcill o Hitler. Non prese mai una posizione (dopotutto era svizzero), ma in pochi poterono vantare la sua amicizia. Tranne Charlie Chaplin, a cui era stata riservata una stanza nella villa Bianca.


Quando nel 1950 (a settant’anni) decise di creare un suo circo da portare in giro per l’Europa rischiò la bancarotta. Ma l’enorme successo che riscosse lo spettacolo, a cui prese parte anche la cantante show girl Caterina Valente, fecero rientrare Grock dell’investimento.
L’artista si ritirò a vita privata nella villa di Imperia nel 1954, nel ’59 vi morì.
Da allora la dimora di Grock ha vissuto vicende alterne, la moglie fino al 1974, l’anno in cui morì, cercò di mantenere viva la casa e il parco, ma i costi per la gestione di una simile proprietà si rivelarono difficili da sostenere, tanto che lei decise di chiudere i cancelli per evitare che lo scempio fosse esposto alla vista del mondo.
E chiusi, quei cancelli, sono rimasti fino al 2010, quando la provincia di Imperia, dopo aver ricomprato la casa decise di trasformarla in museo.
Recentemente sono andata alla villa (nemmeno sapevo che fosse stato aperto un museo).
Non sono un’intenditrice di Grock, ma la scelta stilistica non mi pare alla sua altezza (anche questa però è solo una mia impressione), non un violino esposto, quasi nessun richiamo (ad eccezione di alcune fotografie e il busto) capace di rievocare la magia  di un uomo che per ben cinquant’anni spopolò con la sua arte nei teatri di tutto il mondo.
Però il lato positivo è che adesso i cancelli sono un’altra volta aperti, la casa è stata ristrutturata e il giardino è in ordine.
Tutto questo spazio mi fa pensare che, prima o poi, la provincia di Imperia potrebbe decidere di organizzare dei corsi di teatro, dei festival circensi, o qualsiasi altra mirabolante iniziativa capace di riempire quelle cinquanta meravigliose stanze, superando, chissà, persino le più rosee aspettative dell’artista.
Intanto, mentre aspettiamo le iniziative, voi non perdete l’occasione di visitare questa particolarissima villa, non fosse che per scattare delle fotografie, vi assicuro che non resterete delusi.

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Testi e fotografie: paola mirabolata faravelli (i contenuti sono stati estrapolati dai vari siti dedicati al clown).

Sito per informazioni riguardanti la visita al museo: http://www.museodelclown.it/it

 

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Ai nostri lettori è piaciuto anche:

  1. Roberto says:

    Ho letto con piacere questo articolo.Sono di Imperia e mi compiaccio di essere vicino a questo angolo di “cultura”e di piacevole angolo architettonico del novecento..è come dice chi scrive..per lungo tempo abbandonato..dimenticato..alcuni dicevano desiderato è desiderabile.. Forse l’amministrazione locale ha vinto la battaglia? Spero di si..e mi auguro riesca a mantenere gli impegni presi…perché questo è un piccolo gioiello che può essere un punto di riferimento… E poi, sono legato a questo luogo e a questa persona perché ..pur bambino..avevo sei anni..sono stato con mio fratello sulle ginocchia di Lui..il grande Grock e fotografato dai ‘turisti’che in quel tempo animavano la villa..e che lui ospitava con molta disponibilità e cordialità .. Fotografato perché due gemelli che lui ha scherzosamente preso fra se per creare una macchietta e far divertire la gente che in quel momento era presente.. Grazie di avermi dato questa opportunità di intervento.. Roberto

    • paola says:

      Ciao Roberto, siamo tutti in qualche modo legati a Villa Grock, quando ho scritto l’articolo, non sapevo che fosse così famoso a livello mondiale né che nella villa avesse soggiornato Charlie Chaplin.
      Si poteva fare di meglio, location per matrimoni o feste di compleanno non mi pare il massimo…, però meglio di niente, meglio, ma molto meglio, dello stato di degrado e abbandono in cui ha versato per tanti anni.
      Grazie per avermi scritto, mi ha fatto molto piacere!
      Paola

  2. Nadia says:

    orgogliosa di essere nata ad Oneglia e di avere potuto visitare l’interno di villa Grock da ragazzina.Ne ho subito il fascino.Incantevole seppur bizzarra.Mi riprometto di fare una scappatina,ora vivo a Genova.Belle fotografie

    • paola says:

      Ciao Nadia, se passi da Oneglia vai a visitarla, non ha più il fascino di un tempo, ma l’architettura bizzarra resta, e quella da sola vale la visita.

  3. Sonia says:

    Grazie Paola per questo bellissmo articolo che ho scoperto per caso. Molto utile perchè riporti informazioni sulla Villa che da altre parti non ho trovato.
    Anch’io visitando la prima volta la Villa ho avuto la tua stessa impressione. In seguito ho notato con piacere, che sono state aggiunte altre stanze dove Grock appare un po di più.

    • paola says:

      Ciao Sonia, in effetti non è stato facile reperire delle informazioni. Ho spulciato qua e là su vari siti, mentre la storia del nome della villa venni a saperla da una ragazza che aveva fatto degli studi su Grock.
      Mi aveva anche contattata la figlia della donna di servizio, diceva di avere delle fotografie e altri reperti, ma non ci siamo più sentite.
      Non sapevo delle stanze in cui Grock appare di più e questa cosa mi rende felice. Diciamo che si sarebbero potute fare scelte diverse, ma è vero anche che ognuno ha le sue idee e chi può dire quale sia la migliore.
      Ti saluto.
      Paola

  4. Cara Paola, non molti anni fa il prof. Giovanni Curatola tenne una conferenza all’ex chiesa anglicana di Bordighera, proprio su Adrien Wettach, detto Grock, il più grande clown di tutti i tempi. A proposito della villa, tra l’altro io sono nata a Imperia nel 1954 e ricordo benissimo il funerale di Grock, Curatola disse che il nome Bianca era attribuibile alla figlia adottiva, della quale lui si innamorò perdutamente, intestandogliela. Bianca non voleva saperne di questo amore, e se ne andò lontano, par di ricordare in America. Ecco perchè poi la villa restò abbandonata per anni andando incontro al degrado. Il prof Curatola è un eminente studioso di arte orientale, credo che la sua ricerca sia molto attendibile. Saluti cari

    • paola says:

      Ciao Maria Silvana, questo articolo su Villa Grock sta diventando più bello nella parte commenti.
      Mi piacerebbe saperne di più su Grock, ma come ho scritto, non si trova tanto su di lui, nonostante fosse un personaggio di fama mondiale. Quindi grazie davvero tanto per quello che mi hai raccontato.

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