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Parasio – equilibrista disequilibrato

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Parasio – equilibrista disequilibrato

Quando mi trasferii ad Imperia, molti anni fa, uscendo dall’autostrada di Oneglia mi colpirono due cose: la puzza di sansa e la vista del Parasio.
La puzza ormai non si sente più, perché sono sparite tutte le raffinerie di olio, la vista meravigliosa di Porto Maurizio invece è sempre lì ad aspettarmi.
Il Parasio è un quartiere di Porto Maurizio, uno dei due paesi (l’altro è Oneglia) che insieme formano la città di Imperia. E prende il nome dal Palatium, un antico torrione (che ora non esiste più), utilizzato come carcere o fortezza.


Entrando nel Parasio scoprirete che sono poche le strade percorribili in macchina, anzi, in pratica è una sola, che si inerpica faticosamente fino alla cima e senza lasciarti nemmeno il tempo di rifiatare, ridiscende veloce sul lato opposto del promontorio.
Qui i passaggi sono in maggioranza pedonali, scalinate e carrugi ritagliati tra le case che si arrampicano l’una addosso all’altra in questi spazi ristretti.
E pensare che nel milleottocento il quartiere aveva una maggiore densità di immobili, e che molte case vennero abbattute perché ritenute malsane.


I panni rigorosamente stesi ad asciugare sui fili tesi da una parte all’altra delle grandi finestre mi fanno riflettere su come, al pari di tanti altri centri storici, anche il Parasio si destreggi, equilibrista disequilibrato, tra i decori sbiaditi dei palazzi signorili, e l’integrazione complicata degli abitanti di sempre con gli immigrati dell’ultima ora.

Ma c’è un momento in cui tutti questi discorsi perdono di importanza.
Perché quando si arriva sulla cima del mondo lo spazio improvvisamente si dilata, togliendo improvvisamente spazio ai pensieri.
Ci resterà solo il tempo di un respiro profondo e
– ciao, io credo proprio che resterò qui per sempre, dillo tu a M.



Le Logge di Santa Chiara sono un virtuoso esempio di architettura integrata con il paesaggio, non a caso le genti di qui sono molto orgogliose di questo loro pezzo di mondo. Se ne hanno tracce fin dal 1500, anche se l’aspetto attuale risala al 1700. La leggenda narra che il convento venne fondato da due umili donne di Porto Maurizio che “videro” Santa Chiara da Assisi e poi si ritirarono lì in clausura. Non male come scelta di location…

Ma il Parasio è molto di più di quello che ho raccontato in queste poche righe.
Il mio consiglio è di dedicargli un pomeriggio, il tempo giusto per vagare attraverso le strette vie, tutte rigorosamente in salita, di questo borgo in equilibrio precario, ben sapendo che perdersi è impossibile, perché a sud ci sarà sempre il mare ad indicarvi la strada.
E non dimenticate di fermarvi a cena, ci sono tanti localini disseminati qua e là, perfetti ogni tipo di palato.

Parasio – equilibrista disequilibrato
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Testi e fotografie: paola disequilibrata faravelli

 

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